Come sapere se la vostra pressione CPAP è ben regolata
La pressione del vostro dispositivo CPAP è il parametro più importante della terapia. Una pressione troppo bassa lascia passare le apnee. Una pressione troppo alta genera fastidio, perdite d’aria e può persino provocare apnee centrali complesse. Ma come sapere in modo obiettivo se la vostra regolazione è quella giusta? Questa guida vi spiega gli indicatori da seguire.
L’indicatore principale: l’AHI residuo
L’AHI residuo, cioè l’indice di apnea-ipopnea sotto terapia, è il numero di apnee e ipopnee che restano malgrado la CPAP, per ora di sonno. È il miglior indicatore dell’efficacia della vostra pressione.
Interpretazione dell’AHI residuo:
| AHI residuo | Interpretazione | Azione consigliata |
|---|---|---|
| < 5 | Eccellente, terapia efficace | Nessuna modifica necessaria |
| 5 - 10 | Accettabile in alcuni profili | Seguire l’andamento, consultare se i sintomi persistono |
| 10 - 15 | Insufficiente, terapia non ottimale | Consultare il medico per una regolazione |
| > 15 | Terapia non efficace | Consulto urgente, la pressione è probabilmente troppo bassa |
Come leggere i dati della vostra CPAP
Vi serve un ordine di grandezza prima di guardare i dati? Il nostro calcolatore di pressione CPAP lo stima a partire dal vostro IMC, dalla circonferenza del collo e dall’AHI.
Con l’applicazione myAir (ResMed)
L’applicazione myAir di ResMed, compatibile con AirSense 11 e AirSense 10, vi dà ogni mattina un punteggio del sonno su 100 e i dati chiave:
- AHI trattato: il vostro AHI residuo della notte
- Perdite: volume di perdita in L/min, idealmente sotto i 24 L/min
- Tempo di utilizzo: numero di ore con la maschera
- Pressione mediana e P95: sui dispositivi auto-CPAP
Con il software OSCAR (open source)
OSCAR (Open Source CPAP Analysis Reporter) è un software gratuito e libero che permette di analizzare i dati completi registrati sulla scheda SD del vostro dispositivo. Offre una vista dettagliata, notte per notte:
- Curva di pressione in tempo reale
- Rilevamento di apnee, ipopnee e RERA, i micro-risvegli respiratori
- Curva delle perdite e perdite eccessive
- Respiro periodico di Cheyne-Stokes, se presente
- Andamenti su settimane o mesi
Si può regolare la pressione CPAP da soli?
Diciamolo chiaramente: non è illegale. Un paziente che ha acquistato il proprio dispositivo può tecnicamente accedere al menu clinico, e i codici circolano nei forum specializzati. La vera questione non è il permesso, è il metodo.
Non pubblicheremo la procedura. Se però state pensando di farlo, questo è il quadro di sicurezza raccomandato dalla comunità di pazienti ApneaBoard, e che ci sembra il minimo indispensabile.
- Fate prima una polisonnografia. Non toccate nulla finché non avete vissuto diverse settimane con la pressione prescritta
- Non modificate mai più di 0,5 cmH2O alla volta
- Aspettate una o due settimane prima di ogni nuovo cambiamento
- Tenete un diario scritto di come vi sentite al mattino, nel pomeriggio e la sera
- Non cambiate nessun’altra variabile in parallelo, altrimenti non saprete cosa ha prodotto l’effetto
- Seguite il vostro AHI residuo, con l’obiettivo di restare sotto 5
Per la procedura in sé, rivolgetevi alla fonte che la documenta: ApneaBoard. E in ogni caso, parlate del numero con il vostro medico.
Segnali che la pressione è troppo bassa
- AHI residuo alto, sopra 5, e soprattutto se è regolarmente sopra 10
- Russate ancora di notte, confermato dal partner o dall’applicazione
- Vi svegliate ancora stanchi nonostante diverse ore di CPAP
- Sensazione di soffocamento o di mancanza d’aria durante la notte
- I dati mostrano molte apnee ostruttive residue
Segnali che la pressione è troppo alta
- Difficoltà a espirare, sensazione di resistenza quando buttate fuori l’aria
- Perdite dalla maschera importanti e frequenti, aria che esce dai bordi
- Aumento delle apnee centrali, il cervello non invia più l’ordine di inspirare
- Gonfiore al mattino per l’aria ingerita durante la notte, l’aerofagia
- Fastidio generale o rifiuto di indossare la maschera
Auto-CPAP o pressione fissa: l’effetto sulla regolazione
Una auto-CPAP (APAP) si adatta automaticamente alle vostre necessità respiratorie istante per istante, notte dopo notte. Eroga la pressione minima necessaria per eliminare le apnee, il che in genere migliora il comfort e riduce gli effetti collaterali di una pressione troppo alta.
Una CPAP a pressione fissa eroga sempre la stessa pressione, qualunque sia il vostro stato. Se la pressione è ben titolata, funziona bene. Ma se le vostre necessità variano, per la posizione, un raffreddore o l’alcol, la pressione fissa può risultare insufficiente certe notti ed eccessiva altre.
Raccomandazione generale: se avete dubbi sulla vostra pressione fissa, parlatene con il medico. Una auto-CPAP gestisce queste variazioni da sola.
Il ruolo del medico nella regolazione
La regolazione della pressione CPAP è una decisione medica. Ecco cosa può fare il vostro medico:
- Analizzare i dati scaricati, riepilogo o dati completi, per individuare i problemi
- Modificare la pressione minima o massima su una auto-CPAP
- Adattare la pressione fissa di una CPAP convenzionale
- Attivare o regolare l’EPR, l’aiuto espiratorio, per migliorare il comfort nell’espirazione
- Cambiare tipo di dispositivo, da CPAP a BiPAP, se necessario
Le perdite dalla maschera: un fattore chiave
Perdite eccessive possono falsare i dati e ridurre l’efficacia della terapia. Il valore di perdita accettabile è in genere sotto i 24 L/min, secondo ResMed, o l’equivalente secondo la marca. Oltre quel valore il dispositivo lavora di più, la pressione può salire inutilmente e l’AHI residuo può risultare sovrastimato.
Soluzioni per ridurre le perdite:
- Risistemare il copricapo della maschera, stringendo leggermente e senza esagerare
- Sostituire il cuscinetto in silicone, un cuscinetto consumato perde
- Provare un’altra taglia di cuscinetto
- Cambiare tipo di maschera se il problema persiste
Dispositivi CPAP con monitoraggio dei dati su VivaRespire
Tutti i nostri dispositivi CPAP moderni offrono un monitoraggio dettagliato dei dati per aiutarvi a seguire la terapia:
- ResMed AirSense 11 AutoSet, applicazione myAir, Bluetooth, dati nel cloud
- Philips DreamStation 2, applicazione DreamMapper, rapporto dettagliato
- Löwenstein Prisma SMART Auto, dati analizzabili con il software prismaTS
Sfogliate la nostra gamma completa: CPAP automatica e CPAP a pressione fissa.
Domande frequenti sulla pressione CPAP
L’indicatore principale è il vostro AHI residuo: deve stare sotto i 5 eventi per ora. Trovate quel valore sullo schermo del dispositivo al risveglio, nell’applicazione myAir o in OSCAR. Abbinatelo a come vi sentite: se siete riposati, senza mal di testa al risveglio e senza sonnolenza di giorno, la pressione è probabilmente corretta. Se l’AHI resta alto o i sintomi persistono, parlatene con il medico.
L’obiettivo clinico riconosciuto è un AHI residuo sotto 5. Tra 5 e 10 è accettabile ma migliorabile secondo come vi sentite. Tra 10 e 15 la terapia non è ottimale e serve un consulto. Oltre 15, la CPAP non porta il suo beneficio: bisogna vedere presto il medico per regolare la pressione o cercare un’altra causa, come apnee centrali o perdite importanti. Questa scala vale per i dispositivi ResMed, Philips e Löwenstein.
Non necessariamente, e soprattutto non senza parere medico. La stanchezza persistente ha diverse cause possibili: una pressione davvero insufficiente, perdite che falsano i dati, apnee centrali che la CPAP standard non tratta, una scarsa igiene del sonno, o un adattamento ancora in corso, che può richiedere due o tre mesi. Controllate prima i dati, correggete quello che si può, e parlatene con il medico se nulla migliora.
Sì, diversi: difficoltà a espirare contro la pressione, gonfiore al mattino per l’aria ingerita durante la notte, perdite importanti dai bordi della maschera e, paradossalmente, un aumento delle apnee centrali, perché il cervello non innesca più l’inspirazione. Il fastidio generale porta spesso a togliersi la maschera senza accorgersene di notte. Se avete questi sintomi, considerate di attivare l’EPR dall’applicazione myAir e parlate con il medico di abbassare la pressione massima.
Sì, è possibile con le CPAP moderne connesse. L’AirSense 11 trasmette i dati al portale ResMed AirView, che il vostro medico o fornitore può consultare con il vostro consenso. Può regolare le pressioni minima e massima, l’EPR, la rampa e altri parametri senza che vi spostiate. La nuova configurazione si applica dalla sessione successiva. Questa telemedicina è molto usata in Belgio nel quadro della convenzione RIZIV.
L’auto-CPAP non è «più precisa» ma più adattiva. Eroga in ogni istante la pressione minima necessaria secondo i vostri eventi respiratori. Se le necessità variano, per la posizione, l’alcol o un raffreddore, si regola da sola. Una pressione fissa ben titolata può essere altrettanto efficace, ma non si adatta alle variazioni notturne. Per un acquisto senza titolazione formale in laboratorio, l’auto-CPAP è decisamente preferibile. Vedete la nostra guida CPAP automatica o pressione fissa.
Quattro indicatori, in questo ordine di priorità: l’AHI residuo, obiettivo sotto 5; le perdite, obiettivo sotto 24 L/min con maschera nasale e 36 L/min con oro-nasale; le ore di utilizzo, obiettivo almeno 4 ore per notte; e la pressione P95 sui dispositivi automatici, perché se è vicina al tetto conviene valutare di alzare il massimo. Se questi quattro valori sono buoni, la terapia è sulla strada giusta. Se uno si scosta, trattate prima quello.
Un AHI di 8 è accettabile ma migliorabile. È meglio della media dei pazienti non trattati, ma sotto l’obiettivo ottimale. Verificate prima le perdite: se sono alte, l’AHI mostrato è probabilmente sovrastimato, sistemate la maschera e rimisurate. Se le perdite sono basse e l’AHI resta a 8 per diverse notti, parlatene con il medico. Un aumento moderato della pressione può riportare quel numero nella zona ottimale. Non modificate nulla da soli.